scala N enne
Collezione Peruzzi
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Anzitutto mi presento:
Vittorio Peruzzi, nato a Milano nel 1952 e da pensionato trasferitosi a Tarquinia, ingegnere, manager di società di ingegneria e costruzioni, sposato, un figlio laureato in economia. Per lavoro e per diletto ho viaggiato in quasi tutto il mondo e sono stato residente per alcuni anni all'estero, in Nigeria. Ho molte passioni. La più importante è il collezionismo di opere seriali di arte italiana contemporanea ( www.collezioneperuzzi.it ). La passione per i trenini, tra tutte, è sicuramente la più antica.
Natale 1955 : io con il mio Rivarossi
Il mio ferromodellismo
Il
ferromodellismo ha molte declinazioni : la mia è trenini che girano in un
plastico che fa da cornice. Non sono costruttore di rotabili o diorami e non
colleziono modelli da tenere in vetrina. Ho una scarsissima abilità
manuale che si limita all'assemblaggio
di kits in plastica e alla costruzione di plastici al livello minimo
indispensabile per una dignitosa ambientazione dei miei trenini di produzione
industriale e artigianale (migliore la mia capacità nel campo elettronico e
digitale). Naturalmente,
lo spazio casalingo da dedicare al plastico è limitato. Da quanto detto si rivelano le ragioni della scelta della scala N per la costruzione del mio vecchio plastico. Iniziata nel 1987, in concomitanza con la nascita di mio figlio e del nuovo appartamento con mansarda (dove il plastico era installato in uno stanzino dedicato), è proseguita con alterne vicende fino al ritorno di fiamma dell' Agosto 2012, che ha visto l'ampliamento del vecchio plastico “Lodi” e l' inizio dell' acquisto di modelli di rotabili FS di epoche III e IV, le medesime dei modelli industriali svizzeri, tedeschi ed austriaci che avevo sempre acquistato, nonchè l' iscrizione alla ASN.
Ad Agosto 2013 ho cambiato casa: questo ha comportato lo smantellamento del vecchio plastico “Lodi” e l'inizio della costruzione di un nuovo plastico nella stanza degli ospiti della nuova casa. Il plastico "Scalo Argonne" era più piccolo dell'altro, ma raccogliendo l'esperienza del precedente, era molto più efficiente in termini di possibilità e funzionalità di gestione e movimentazione dei convogli. Lo
ritengo per molti aspetti innovativo rispetto agli stereotipi di moda che
vedono plastici scambiati per diorami o plastici con improbabili scenari
montani dove i treni percorrono silenziosamente, per l’abbondante isolamento
acustico dei binari, lunghi itinerari nascosti alla vista e a saliscendi per
poi apparire a sorpresa da gallerie o da stazioni nascoste, di difficile
gestione, con illuminazione notturna da presepe natalizio: il tema scelto era
stato quello dello scalo ferroviario con il maggior numero possibile di
lunghi convogli in vista e movimentabili contemporaneamente in un affollato
ripiano da 2 metri X 1 metro a costituire una vetrina permanente con i i
treni sempre operativi. I vantaggi sono molti ed evidenti per chi non ha
grandi spazi a disposizione e utilizza il plastico per giocare con i treni e
godersi i propri modelli. Nell’
Agosto 2017, dopo il mio ritiro in pensione, il trasferimento della mia
residenza da Milano a Tarquinia in una villa isolata in campagna tra le
colline della Tuscia e la costruzione del nuovo plastico “Piane del Marta”
(il vecchio plastico “Scalo Argonne” era stato alienato con tutto il
materiale rotabile). “Piane
del Marta” riprende la filosofia di “Scalo Argonne” (scalo ferroviario ed
industriale con tutti i treni in vista, nessuno stereotipo montano con lunghe
gallerie, stazioni nascoste e luci da presepe natalizio) con una maggiore
dimensione (340 cm X 100 cm), completamente digitale, gestito da una centrale
ESU ECOS 50210, senza gestione automatica della circolazione dei treni.
Gli
aneddoti partono dall’epopea del 68, vissuta pericolosamente, e dalla
partecipazione, in posizioni di responsabilità, alla vita politica degli anni
successivi. La
maggior parte degli aneddoti, poi, riguarda la mia professione d’Ingegnere,
svolta in vari ruoli, da Project Manager fino ad Amministratore Delegato, in
società di engineering and contracting di Milano,
che mi ha portato a realizzare grandissimi impianti nei settori della
trasmissione telefonica, elettrica, potabilizzazione e depurazione delle
acque, acquedotti, trattamento dei fumi, trattamento e termovalorizzazione
dei rifiuti in molti Paesi del mondo: Irlanda,
Regno Unito, Belgio, Polonia, Albania, Ungheria, Turchia, Abu Dhabi, Siria,
Iraq, Giordania, Libano, Israele, Egitto, Nigeria (dove sono stato 3 anni
residente), Sudan, Kenia, Zambia, Somalia, Cina,
Vietnam, Indonesia, Honduras; in molti
altri, come Francia, Portogallo, Estonia, Bulgaria, Romania, Serbia, Russia,
Grecia, Azerbaigian, Marocco, Tunisia, Arabia Saudita, Kuwait, Oman, Congo,
Rwanda, India, Pakistan, Bangladesh, Malesia, Giappone, ho svolto lunghe
missioni commerciali. Alcuni
aneddoti riguardano le mie avventure nautiche e la mia passione di sempre: la
creazione della Collezione Peruzzi, la più importante raccolta di opere
seriali dell’arte italiana contemporanea, ora ospitata nella Casa Museo di
Tarquinia. ordinabile
nelle librerie Feltrinelli , su amazon.it , su ilmiolibro.kataweb.it con il 40% di sconto , su lafeltrinelli.it e su ibs.it |
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